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Cassino, una storia chiamata Capuano
Storia Edoardo Grossi

Cassino, una storia chiamata Capuano

21 ottobre 2026

Un soprannome dell’800 divenuto cognome è arrivato fino ai giorni nostri.

Ci sono cognomi che appartengono ai registri dell’anagrafe e soprannomi che, invece, appartengono alla memoria di un’intera città.

Molti a Cassino conoscono la famiglia Capuano, legata per circa cinquant’anni al mondo dei pneumatici, tra gomme, officine e lavoro quotidiano. Eppure, il loro vero cognome è Russo.

Ma allora, da dove nasce quel curioso soprannome?

Per scoprirlo bisogna tornare indietro nel tempo, nell’Ottocento, quando Cassino si chiamava ancora San Germano e la città era legata storicamente alla Terra di Lavoro.

A quei tempi, il commercio seguiva le strade percorse dai carri, dalle bestie da soma e dagli uomini che, con fatica e perseveranza, tenevano vivi i rapporti tra paesi e città.

Tra questi uomini c’era Ferdinando Russo, che faceva il corriere tra San Germano e Capua, importante centro commerciale dell’epoca.

Partiva all’alba, ogni settimana, portando con sé merci e materiali di ogni genere. Poi si fermava a Capua per tre o quattro giorni, il tempo necessario per attendere il nuovo carico da riportare a casa.

Erano giorni lontani, in cui un viaggio poteva durare a lungo e il ritorno era sempre una piccola festa.

Così, quando Ferdinando ricompariva tra le strade del paese, qualcuno cominciò a prenderlo bonariamente in giro:

«Ma tu ormai non ci sei mai! Stai sempre a Capua… sei diventato capuano!»

Una battuta nata tra amici, forse pronunciata sorridendo davanti a una porta di casa o in una piazza del paese. Una di quelle parole che sembrano destinate a svanire con il tempo, ma che invece mettono radici e attraversano le generazioni.

E così, quel soprannome rimase. Passò ai figli, ai nipoti e ai pronipoti, fino ad arrivare ai giorni nostri, a Marcello e alla sua famiglia.

Capuano per soprannome, Russo per cognome. Ecco come, a volte, la storia di una famiglia si nasconde in una semplice parola, nata da un viaggio di quasi due secoli fa. Perché Cassino non è fatta soltanto di monumenti, piazze e ricordi della guerra. È fatta anche di queste piccole storie, tramandate di bocca in bocca, che raccontano la vita dei nostri antenati e conservano un frammento della nostra identità.

Storie che meritano di essere raccontate, prima che il tempo le porti via. Perché un soprannome può durare più di un cognome, ma dietro ogni soprannome c’è una storia che aspetta di essere riscoperta.

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