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GLI ALBERI COME SENTINELLE DELL’AMBIENTE
ANSMI LO SOSTENEVA GIÀ NEL 2022
«Ci hanno sorriso quando dicevamo che gli alberi potevano raccontare la presenza di contaminanti. Oggi la ricerca scientifica conferma che le piante possono essere utilizzate nel biomonitoraggio dei metalli e nella fitodepurazione.»
Non avevamo la pretesa di avere tutte le risposte. Avevamo posto una domanda. E l’avevamo posta anni fa.
La Sezione Provinciale ANSMI di Frosinone, con sede in Cassino, già nel 2022, aveva iniziato a studiare un aspetto allora poco considerato nel dibattito locale: la possibilità di utilizzare gli alberi e i loro tessuti come sentinelle ambientali. Il 17 ottobre 2022 il laboratorio Geo Labo S.r.l. di Castrocielo, laboratorio accreditato ACCREDIA n. 1327 L, emise il Rapporto di Prova n. 1254/22, relativo a un campione di linfa di noce prelevato dalla Sezione ANSMI. Nel campione furono rilevati, tra gli altri parametri:
* Ferro: 132,168 µg/L
* Cromo VI: 21 µg/L
* Piombo: 204 µg/L
* Mercurio: <0,1 µg/L
* Alluminio: 154 µg/L
ANSMI precisa un punto fondamentale: questi risultati, da soli, non dimostrano la presenza di una contaminazione del terreno né individuano una sorgente inquinante. La linfa non è infatti una matrice sulla quale applicare direttamente i limiti previsti per l’acqua potabile. Ma quell’analisi aveva un altro significato: verificare concretamente se una pianta potesse fornire informazioni utili sull’ambiente nel quale cresce. E oggi la letteratura scientifica è molto chiara sul principio generale.
La ricerca ha documentato l’accumulo di metalli pesanti nei tessuti degli alberi e l’utilizzo di foglie e corteccia come strumenti di biomonitoraggio dell’inquinamento ambientale. Parallelamente, la fitodepurazione attraverso le piante è da anni oggetto di ricerca e applicazione nello studio dei terreni contaminati da metalli. Quindi, forse, non eravamo così allarmisti.
Quando ANSMI poneva queste domande, qualcuno sorrideva. Noi abbiamo continuato a osservare, documentare e analizzare. Perché un albero non presenta un esposto, non convoca una conferenza stampa e non accusa nessuno. Ma può conservare nelle proprie strutture le tracce dell’ambiente nel quale vive. Ed è proprio per questo che ANSMI ritiene che gli alberi debbano essere considerati anche come possibili strumenti di monitoraggio ambientale, naturalmente insieme alle analisi ufficiali di suolo, acqua, aria e altre matrici.
Non diciamo che un albero possa sostituire un laboratorio.
Diciamo che può indicare dove vale la pena cercare.
E questa, forse, era la domanda giusta da fare già allora.
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