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Rifiuti interrati a via del Lago, proprio a ridosso dell’argine del fiume Rapido
Ambiente Edoardo Grossi — ANSMI Cassino

Rifiuti interrati a via del Lago, proprio a ridosso dell’argine del fiume Rapido

03 ottobre 2026

Segnalazione da Via del Lago, lungo il ramo antico del Fiume Rapido che costeggia Via Caira

L’immagine documenta una situazione che merita attenzione e verifiche urgenti: lungo Via del Lago, a Cassino, a ridosso dell’argine del ramo antico del Fiume Rapido, sono visibili rifiuti e materiali apparentemente inglobati nel terreno.

A rendere la segnalazione particolarmente delicata non è soltanto il degrado ambientale. La presenza di rifiuti interrati o seminterrati nelle immediate vicinanze di un corso d’acqua pone interrogativi sulla natura dei materiali, sulla loro provenienza, sul periodo in cui sarebbero stati depositati e sugli eventuali effetti prodotti sul suolo, sul sottosuolo e sulle acque.

L’ANSMI – Associazione Nazionale Sanità Militare Italiana, sezione di Cassino, da sempre attenta ai temi della tutela ambientale, della sicurezza e della salute pubblica, ritiene necessario che la segnalazione venga sottoposta agli enti competenti per un accertamento tecnico e ambientale completo.

Una criticità che non può essere sottovalutata

Dalla fotografia si riconoscono materiali plastici, sacchi, frammenti e altri rifiuti dispersi tra la vegetazione e il terreno. L’immagine, da sola, non consente di stabilire se si tratti di un abbandono recente, di una discarica storica o di materiali conferiti e successivamente ricoperti dal terreno.

Proprio per questo è importante evitare conclusioni affrettate, ma anche non ridurre il problema a una semplice operazione di pulizia.

Quando i rifiuti vengono abbandonati o interrati vicino a un corso d’acqua, occorre verificare:

  • quali materiali siano effettivamente presenti;
  • se vi siano rifiuti speciali o pericolosi;
  • se il terreno sia stato movimentato o riportato;
  • da quanto tempo i rifiuti siano presenti;
  • se vi siano tracce di percolazione o alterazioni del suolo;
  • se il materiale possa essere trascinato nel corso d’acqua durante le piogge;
  • se esistano ulteriori accumuli non visibili in superficie;
  • chi abbia la competenza sulla gestione dell’area e dell’argine.

La vicinanza al Rapido aumenta il rischio che eventuali sostanze inquinanti possano essere trasportate dall’acqua, soprattutto durante eventi meteorologici intensi o in caso di innalzamento del livello del corso d’acqua.

Il valore ambientale del ramo antico del Rapido

Il tratto segnalato appartiene a un contesto fluviale che costituisce una componente importante del territorio cassinate. Gli argini, le fasce di vegetazione ripariale e i corsi d’acqua svolgono funzioni essenziali per la regimazione delle acque, la biodiversità e la sicurezza idraulica.

L’abbandono di rifiuti lungo le sponde può produrre diversi effetti:

  • peggioramento del decoro e della qualità paesaggistica;
  • ostacolo al naturale deflusso delle acque;
  • dispersione di plastiche e materiali durante le piene;
  • possibile contaminazione del terreno;
  • rischio per la fauna e la vegetazione;
  • difficoltà di manutenzione degli argini;
  • maggiore vulnerabilità dell’area a nuovi abbandoni.

La normativa regionale prevede particolare attenzione alla rimozione dei residui e dei materiali presenti negli alvei, nei fossi, nei canali e nelle aree connesse alla gestione del territorio. La Regione Lazio richiama inoltre l’obbligo di rimuovere e allontanare i residui delle lavorazioni e i materiali impropri presenti in prossimità dei corsi d’acqua.

Non basta rimuovere ciò che si vede

L’ANSMI ritiene che un eventuale intervento non debba limitarsi alla raccolta dei rifiuti visibili.

Se il materiale è realmente interrato o mescolato al terreno, la rimozione deve essere preceduta da una valutazione tecnica, così da evitare che un semplice movimento del suolo possa disperdere ulteriormente eventuali sostanze contaminanti.

Il quadro normativo in materia di bonifica dei siti contaminati fa riferimento al Decreto Legislativo 152/2006. In presenza di rifiuti frammisti al terreno, la Regione Lazio ha previsto che tali materiali siano valutati nell’ambito degli specifici procedimenti di caratterizzazione e bonifica.

Le attività più opportune, qualora confermate dagli accertamenti, potrebbero comprendere:

  1. sopralluogo congiunto dell’area;
  2. delimitazione e messa in sicurezza del sito;
  3. rilievo fotografico e cartografico;
  4. verifica della profondità e dell’estensione dei materiali;
  5. classificazione dei rifiuti;
  6. eventuale campionamento del terreno;
  7. analisi delle acque superficiali e, se necessario, sotterranee;
  8. rimozione con trasporto a impianti autorizzati;
  9. ripristino dell’area;
  10. controllo successivo per prevenire nuovi abbandoni.

Nel caso in cui emergano rifiuti pericolosi, materiali contenenti amianto, contenitori di sostanze chimiche o altri elementi potenzialmente nocivi, sarà necessario operare esclusivamente attraverso personale e imprese abilitate.

Un problema già segnalato nel territorio

La zona del Rapido e le aree agricole circostanti sono già state interessate, negli anni, da segnalazioni relative a rifiuti abbandonati, materiali sospetti e fenomeni di degrado ambientale.

La stampa locale ha documentato in passato episodi riguardanti discariche abusive nelle vicinanze del fiume e la presenza di rifiuti interrati nel Cassinate. Sono state inoltre riportate segnalazioni relative ad acque e fanghi di colore anomalo in prossimità di Via del Lago e Via Sferracavalli.

Questi precedenti non dimostrano automaticamente un collegamento con la situazione oggi fotografata. Tuttavia, rendono ancora più importante una verifica organica dell’area, per comprendere se si tratti di episodi isolati oppure di una criticità più ampia e ripetuta nel tempo.

L’esposto in Procura

Alla luce della segnalazione, l’ANSMI ritiene opportuno presentare un esposto alla Procura della Repubblica, affinché l’autorità giudiziaria possa valutare i fatti e disporre, se necessario, gli accertamenti ritenuti opportuni.

L’esposto non intende attribuire responsabilità prima delle verifiche. Il suo obiettivo è chiedere che vengano accertati:

  • la natura dei rifiuti;
  • l’eventuale presenza di materiali pericolosi;
  • la profondità e l’estensione dell’interramento;
  • la datazione presunta dell’abbandono;
  • l’eventuale interessamento del suolo e delle acque;
  • la titolarità e la gestione dell’area;
  • la presenza di ulteriori siti simili lungo il corso d’acqua;
  • eventuali responsabilità per abbandono, gestione o smaltimento illecito di rifiuti.

L’esposto potrà essere corredato dalla fotografia ricevuta, dall’indicazione precisa del luogo, da eventuali coordinate geografiche, da ulteriori immagini e dalle testimonianze di cittadini che abbiano osservato movimenti di terreno, scarichi o attività sospette.

Le istituzioni

Per una gestione efficace della segnalazione, appare opportuno interessare:

  • Comune di Cassino;
  • Polizia Locale;
  • Carabinieri Forestali;
  • ARPA Lazio;
  • Provincia di Frosinone;
  • Regione Lazio, per gli aspetti ambientali e idraulici;
  • autorità o ente competente per la gestione del corso d’acqua;
  • ASL, qualora emergano profili di rischio per la salute pubblica;
  • Procura della Repubblica, attraverso l’esposto.

Il Comune dovrebbe inoltre verificare la possibilità di effettuare un sopralluogo tecnico e di attivare le procedure previste per la rimozione dei rifiuti e l’eventuale bonifica del sito.

La proposta dell’ANSMI

L’ANSMI sezione di Cassino propone che, oltre alla verifica urgente del punto indicato, venga realizzato un censimento delle criticità ambientali lungo il ramo antico del Rapido e lungo le aree di Via del Lago e Via Caira.

Il censimento potrebbe comprendere:

  • mappatura dei punti con rifiuti;
  • rilievo fotografico periodico;
  • individuazione delle aree più esposte agli abbandoni;
  • controllo degli accessi carrabili;
  • installazione di fototrappole nei punti sensibili, nel rispetto della normativa;
  • pulizia straordinaria;
  • tabellazione dell’area;
  • campagne informative rivolte a residenti e frequentatori;
  • controlli periodici da parte degli organi competenti.

La prevenzione è fondamentale. Una volta ripulita un’area, lasciarla nuovamente senza controlli significa favorire il ritorno degli abbandoni.

Una richiesta di attenzione, non una polemica

La tutela dell’ambiente non può essere considerata una questione secondaria. Un corso d’acqua in buone condizioni contribuisce alla sicurezza del territorio, alla qualità del paesaggio, alla biodiversità e alla salute della comunità.

L’ANSMI intende mantenere un atteggiamento costruttivo e collaborativo, mettendo a disposizione la segnalazione affinché gli enti competenti possano verificare la situazione e intervenire con tempestività.

Ai cittadini si chiede di non avvicinarsi ai materiali sospetti, di non effettuare scavi o rimozioni autonome e di segnalare eventuali nuovi episodi fornendo luogo preciso, data, fotografie e, se possibile, coordinate geografiche.

Sintesi finale

La fotografia da Via del Lago mostra una situazione di degrado ambientale a ridosso del ramo antico del Fiume Rapido. La presenza di rifiuti apparentemente interrati richiede accertamenti che vadano oltre la semplice pulizia superficiale.

È necessario stabilire cosa sia stato depositato, da quanto tempo, con quali modalità e se vi siano state conseguenze sul terreno o sulle acque. L’ANSMI sezione di Cassino ritiene quindi doveroso procedere con un esposto alla Procura e sollecitare il coinvolgimento coordinato di Comune, Polizia Locale, Carabinieri Forestali, ARPA Lazio e degli altri enti competenti.

La tutela del Rapido è una responsabilità condivisa: cittadini, associazioni e istituzioni devono collaborare per impedire che le aree fluviali diventino luoghi di abbandono e per restituire sicurezza, decoro e qualità ambientale al territorio.

ANSMI – Sezione di Cassino

A tutela dell’ambiente, della salute e della comunità

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