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C’era un tempo in cui bastavano un mixer, qualche disco, un microfono e tanta voglia di farsi ascoltare per accendere una frequenza. Tra la seconda metà degli anni Settanta e gli anni Ottanta, anche Cassino visse in pieno la stagione irripetibile delle radio libere: voci giovani, musica scelta con passione, dediche telefoniche, notizie locali e radiocronache nate spesso con mezzi di fortuna ma seguite con entusiasmo vero.
Dopo la liberalizzazione dell’etere del 1976, l’Italia scoprì che la radio poteva essere vicina alle persone. Non più soltanto la programmazione nazionale, ma una voce capace di raccontare il quartiere, la partita della domenica, un evento in città, un appello sociale o semplicemente la canzone richiesta da qualcuno innamorato.
A Cassino quelle frequenze diventarono una colonna sonora collettiva.
Radio Cassino, una voce pioniera
Tra le realtà più importanti c’è stata Radio Cassino, poi Radio Cassino Stereo, legata alla figura di Michele Giordano, giornalista siciliano che aveva scelto Cassino come città di vita e di lavoro. L’emittente nacque il 26 gennaio 1976, sui 103,000 MHz, ma lo spirito innovativo di Giordano si era già manifestato prima.
Nel 1974, infatti, tentò una delle prime esperienze italiane di televisione a pagamento via cavo, pensata per trasmettere le partite del Cassino. L’idea era probabilmente troppo avanti per i tempi e gli abbonamenti non furono sufficienti, ma quella scommessa racconta bene l’energia di quegli anni: provare, inventare, immaginare una comunicazione nuova.
Radio Cassino divenne poi una presenza costante nel territorio, con informazione locale, musica, commenti e programmi rimasti nella memoria di molti ascoltatori. Tra questi, “Lettere al Direttore”, spazio in cui Giordano interveniva con il suo stile diretto e ironico contro quelli che chiamava i “fetentoni”, cioè i personaggi pubblici ritenuti poco seri o poco attenti alla città.
Oggi Radio Cassino continua a rappresentare un riferimento nell’informazione locale, con un segnale e una presenza che superano i confini cittadini.
Radio GARI, una finestra sul territorio
Un’altra esperienza fondamentale fu Radio GARI, fondata da Freddy Geraci e attiva dalla fine degli anni Settanta. Nel 1981 la realtà radiofonica si estese anche alla televisione, dando vita a GARI TV e consolidando un progetto che avrebbe lasciato un segno profondo nella vita sociale e culturale del Cassinate.
Dalla sede di via San Bartolomeo passarono programmi musicali, cartoni animati, dibattiti e informazione. Il Gariflash, il telegiornale locale, rappresentò per tanti cittadini un appuntamento quotidiano: le notizie non arrivavano da lontano, ma parlavano di strade, persone, associazioni, sport e problemi del territorio.
La figura di Freddy Geraci resta molto legata al ricordo di quella stagione. Nel 2024, a dieci anni dalla sua scomparsa, la comunità lo ha ricordato con una messa in sua memoria: un gesto semplice, ma significativo per chi ha vissuto quegli anni con la radio e la televisione locale sempre accese.
Radio GM1 e quella radio fatta di persone
Se le radio libere erano una rivoluzione tecnica e culturale, Radio GM1 fu soprattutto una grande avventura umana. Fondata e diretta da Alberto Ceccon, fu una delle voci più amate della scena radiofonica cassinate, trasmettendo sui 97,700 MHz e accompagnando generazioni di ascoltatori dagli anni Settanta fino al 2000.
La programmazione era fatta di musica, dediche, appuntamenti serali, informazione, sport e tanta partecipazione. Chi chiamava in radio non era un semplice ascoltatore: diventava parte della trasmissione. Una dedica poteva cambiare il tono di una serata, far sorridere qualcuno, lanciare un messaggio non detto o creare quelle piccole emozioni che oggi, nell’epoca dei social, possono sembrare lontanissime.
Tra le trasmissioni ricordate da molti c’è “Bobo Shop Music”, condotta da Mauro Lorini, oggi conosciuto come Nonno Web. Era uno spazio dedicato alle novità musicali, agli album, ai concerti e alle storie degli artisti, costruito con curiosità e ricerca sulle riviste musicali del tempo come Ciao 2001, Popster e Il Monello.
Radio GM1 fu anche il risultato di uno staff vastissimo, composto da tecnici, fonici, conduttori, collaboratori e amici. Alberto Ceccon ricorda con orgoglio quella squadra: dal direttore responsabile Enzo Avino ai responsabili tecnici Alfredo Fanfoni, Andrea Cipullo e Aldo Cipullo; da Osvaldo Calvani a Gino Milone in regia e ai microfoni, fino alle tante voci che negli anni hanno dato tempo, idee ed entusiasmo alla radio.
Un elenco completo sarebbe lungo, ma proprio questa è la forza della memoria di GM1: non il racconto di un singolo protagonista, bensì quello di una comunità. Persone che si alternavano davanti a un microfono, dietro una consolle o al telefono, rendendo una radio locale qualcosa di vivo e irripetibile.
Se qualcuno di quello staff leggerà queste righe, TuttoCassino e Nonno Web saranno felici di raccogliere ricordi, fotografie, registrazioni e aneddoti di quegli anni.
Canale 102 e le altre frequenze
Nella stessa stagione trovò spazio anche Canale 102102102, fondato da Gino Iafano sui 102,500 MHz. Erano anni in cui la concorrenza tra radio non impediva amicizie, scambi e una sana rivalità fatta di programmi, musica e iniziative per il territorio.
Le radiocronache sportive, i collegamenti improvvisati, i risultati raccolti all’ultimo minuto e rilanciati in diretta erano parte dello spettacolo. In molte radio locali l’attrezzatura era essenziale, i trasmettitori spesso realizzati o adattati artigianalmente, gli spot registrati senza grandi possibilità di montaggio. Eppure proprio quei limiti diventavano stile, autenticità e riconoscibilità.
Accanto alle emittenti più conosciute, il territorio della provincia di Frosinone vide nascere decine di esperienze radiofoniche. Per un periodo si arrivò a contare decine di stazioni attive: un mosaico di frequenze diverse, ciascuna con il proprio pubblico, il proprio linguaggio e la propria musica.
Il mitico Gino Milone
In un racconto sulle radio di Cassino non può mancare Gino Milone, una presenza che molti associano a un motto diventato memorabile: “Gino Milone… ogni festa un’emozione!”.
Ha collaborato, come lui stesso ama dire “lavorato si fa per dire”, con Radio Cassino, Radio GM1 e Radio GARI. Ancora oggi è facile immaginarlo in giro con la sua Panda, le casse acustiche e i piatti al seguito, pronto a portare musica e animazione dove c’è una festa da accendere.
Anche queste figure raccontano lo spirito delle radio libere: non solo speaker e tecnici, ma animatori, dj, organizzatori, amici del pubblico. Un mondo in cui l’etere si mescolava alle piazze, alle serate e agli eventi cittadini.
Una memoria da custodire
Negli anni Novanta, l’espansione dei grandi network nazionali e le nuove regole del settore cambiarono profondamente il panorama. Molte radio locali ridussero l’attività o si spensero, ma non si è spenta la memoria di ciò che hanno rappresentato.
Nel 2023, anche una tesi di laurea discussa all’Università di Cassino e del Lazio Meridionale da Marco Pagano ha riportato attenzione sulla storia delle radio libere del territorio, riconoscendone il valore sociale e culturale.
Oggi le web radio, i podcast e i social permettono a chiunque di comunicare, ma il fascino di quelle vecchie frequenze resta speciale. C’era l’attesa di una dedica, il fruscio della modulazione, il telefono che squillava in studio, il vinile da mettere sul piatto nel momento esatto. C’era soprattutto l’idea che una città potesse raccontarsi da sola.
Queste notizie sono state raccolte attraverso il contributo di alcuni diretti interessati e da archivi reperiti sul web. Nonno Web sta lavorando per valorizzare e promuovere questo progetto di memoria condivisa, ringraziando fin da ora chi vorrà contribuire con documenti, fotografie, voci e racconti personali.
Le radio libere di Cassino non sono soltanto una pagina del passato: sono un pezzo della storia quotidiana di una città che, per anni, ha imparato a riconoscersi anche ascoltando una frequenza FM.