La bellezza nell’era dei social network, tra filtro e realtà

Ogni epoca storica ha avuto un modello di bellezza ideale e l’evoluzione dei canoni è stata documentata da molte fonti, attraversando vari fasi, si è giunti nell’odierna società dell’immagine e della performance, in cui l’apparenza conta più di tutto.

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La bellezza ha sempre avuto un’importanza straordinaria eppure oggi è stata eletta a fenomeno di massa e questo è del tutto fuorviante.

Magnificenza e apparenza sembrano essere gli unici ideali da perseguire, spingendo così giovani ed adolescenti alla ricerca di una percezione difficile da conquistare.

La visione del corpo espresso in misura di valore sociale, diventa un oggetto da esibire, abbellire, sempre più influenzato da modelli di bellezza irreali e malsani in cui cresce forte l’ansia da paragone e attraverso i social network si amplificano esponenzialmente l’effetto di bellezza illusoria.

Sovraesposizione e istantaneità del mondo social ha abituato i giovani a condividere in maniera costante e compulsiva un immagine di sé.

Quotidianamente ogni piattaforma digitale fornisce rappresentazione di corpi avvenenti e armonici e il continuo imporci sembianze di femminilità e mascolinità, associate a immagini di bellezza fittizia, suggerendo un ragguaglio di quanto sia necessario rincorrere una determinata bellezza per essere felici, amati e rispettati,seguendo un prototipo irraggiungibilecomportando così il superamento di limiti naturali.

In una società multimediale sin da piccoli si è sottoposti alla pressione dei media, nella quale emergono modelli sociali che diffondono una precisa bellezza ispirata alla magrezza e al controllo dell’immagine corporea.

Senza dubbio questi strumenti se da un lato risultano utili per condividere e comunicare,dall’altro sembrano incoraggiare i giovani a concentrarsi fortemente sul loro aspetto estetico e sul modo in cui vengono giudicati o percepiti dagli altri e con facilità appaiono corpi atletici, visi dai tratti perfetti, fisici scolpiti che ostentano sicurezza e appagamento, mettendoci a confronto quotidianamente con ideali di bellezza ben definiti ma sempre più inarrivabili.

La continua ricerca della perfezione di una bellezza standardizzata comporta l’aumento del senso di inadeguatezza, d’insoddisfazione verso il proprio corpo e un generale senso di frustrazione, sacrificando la propria unicità e autenticità per una costante e ossessionante bellezza che non esiste.

Assistiamo ad un bombardamento mediatico di corpi irrealistici e questo conduce a un maggior rischio di sviluppare disturbi del comportamento alimentare, proprio perché l’aspetto estetico rappresenta un elemento fondamentale per una buona accettazione di sé e per sentirsi accettati dal mondo circostante.

Durante la crescita adolescenziale un‘impostazione di ideali di bellezza che vanno ad esaltare la perfezione e screditano il grasso, o qualche normale chilo in più implicano un continuo e assillante automonitoraggio del proprio fisico giungendo alla così detta “dismorfofobia”, ovvero la sbagliata reputazione della propria immagine, e l’incapacità di valutare in modo oggettivo la propria fisicità.

Crescere con l’impulso a confrontare costantemente il proprio aspetto fisico con quello di personaggi famosi o influencer va a intaccareprofondamente in modo negativo il giudizio su di sé.

Di conseguenza l’esposizione a errati prototipicrea nei più giovani il rischio di perdere il contatto con la realtà e d’ interiorizzare l’idea di dover sempre apparire nella versione perfetta e filtrata di se stessi, portando in serbo l’errore diaccostare il concetto di bellezza a quello di apparenza e superficialità. Spesso per valorizzareed esibire ad ogni costo l’immagine estetica si tralasciano aspetti fondamentali di sé quali personalità, intelligenza, valori e cultura.

Un necessario intervento prevede l’inserimento di programmi di alfabetizzazione mediatica, al fine di permettere maggiore riflessione e distanziamento da modelli spesso irrealistici.

Diventa di primaria importanza l’educazione all’uso dei media al fine di favorire nei giovani lo sviluppo e il consolidamento dell’autostima e l’accettazione di se.

Essenziale condurre gli adolescenti a guardare dentro se stessi non attraverso una lente, uno schermo di un computer o di un cellulare, ma con i propri occhi, attraverso l’importanza della peculiarità e autenticità che caratterizza ognuno di loro, tenendo presente che la bellezza esteriore non è mai perfezione, ma armonia di proporzioni tra la sfera esteriore e quella interiore.

F.to Dott.ssa Dolores Di Mambro

DOCENTE / PEDAGOGISTA

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