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LeggoCassino: Barbara Di Rollo deve chiarire le motivazioni del suo comportamento

OPINIONIDopo il pranzo della Foresta e le dichiarazioni del presidente del Consiglio comunale di Cassino, interviene lo storico dirigente del Pd: “La sua presenza all’incontro con l’opposizione appare quanto meno inopportuna e senza alcun dubbio incomprensibile”

di Ermisio Mazzocchi

A seguito della recente dichiarazione della consigliera Barbaro Di Rollo riportata dalla stampa, ritengo opportuno che si facciano i dovuti approfondimenti. Non si può certamente essere indifferenti verso avvenimenti e dichiarazioni pubbliche. Siamo di fronte a fatti politici e la politica è logica razionale e ferrea che non si lascia condizionare né da simpatie né da antipatie, né tantomeno da preferenze caratteriali e rapporti personali.

L’etica politica richiede coerenza e trasparenza nel pieno rispetto delle regole del partito e reputo, pertanto, che alcuni comportamenti siano inaccettabili e incompatibili con i ruoli che si rivestono.

La partecipazione della consigliera Di Rollo, iscritta al PD, membro della Direzione provinciale e, fino a poco tempo fa, della Segreteria della Federazione del partito, a un pranzo, i cui commensali erano tutti appartenenti ad un’area che si contrappone all’attuale amministrazione e al sindaco Salera, convenuti per stabilire strategie elettorali contro l’attuale governo cittadino, appare quanto meno inopportuna e senza alcun dubbio incomprensibile.

Ognuno è libero di conversare con chi desidera, ma, osserviamo, che quando si hanno ruoli di rilievo e di responsabilità politica e istituzionale e una precisa collocazione all’interno di un partito, i comportamenti devono essere conseguenziali.

Prodigarsi in consigli, come ha fatto la consigliera, esponente del centrosinistra, per designare il candidato del centrodestra a sindaco, è già di per sé inammissibile ed è oltre modo imbarazzante che ella sia entrata nel merito di scelte di avversari politici.

Si è arrivati da parte sua ad avanzare una proposta di candidatura a sindaco in contrapposizione a Enzo Salera, senza che ne abbia avuto alcun mandato, il quale non sarebbe stato mai dato per quelle circostanze.

Il fatto assume una gravità ancora maggiore tanto più che il designato è un esponente dell’attuale maggioranza e fa parte dell’attuale governo della città.

Non si obietta che ciascun consigliere in quanto tale debba rendere conto ai propri elettori e possa fare le sue scelte, ma sappiamo tutti che l’elezione a presidente del consiglio non è una nomina diretta dei cittadini.

Pertanto chi è stato eletto per questo incarico da un’ampia maggioranza consiliare, con il totale sostegno del PD, deve non rispondere ai cittadini, ma solo all’intero consiglio.

Non credo che per la presidenza del consiglio se ne faccia una questione fondamentale.

Il vero punto politico è quello di fugare ogni dubbio sulle relazioni e sulle proposte avanzate in quel contesto e di chiarire le motivazioni di tale comportamento. 

Ritengo che, in tutti i casi, si debba rimanere aperti al dialogo e al confronto senza alcuna imposizione ed ostracismo per arrivare a soluzioni che siano soddisfacenti per tutti.

La credibilità dei consiglieri comunali e della stessa maggioranza poggia sulla serietà e sulla chiarezza che si intendono mantenere per avere la riconferma della fiducia e del consenso di tutti i cittadini.

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