LeggoCassino: Basta “tirare a campare”: il rientro a scuola va programmato

IL FATTO – Enrico Coppotelli Cisl Lazio e Claudio De Santis Cisl Scuola Lazio: “Dobbiamo entrare nell’ordine di idee che l’anno scolastico inizia per essere completato, non per poi passare alla Dad o ad altre soluzioni. Chiediamo scelte immediate, concrete e rapide”

Enrico Coppotelli

“Il prossimo anno scolastico sarà cruciale. Per i problemi legati alla sicurezza, al green pass, alle sanificazioni e a tutto il resto. Ma non possiamo dimenticare che al centro resta la scuola come comunità, con le sue finalità di educazione, di conoscenza e di crescita. E’ per questo che come Cisl e Cisl Scuola Lazio siamo disponibili e pronti ad affrontare tutti i nodi da sciogliere insieme ai docenti, al personale Ata e ai dirigenti scolastici. Con determinazione, competenza, generosità, nell’ambito di una visione comune”.

E’ quanto affermano Enrico Coppotelli e Claudio De Santis, Segretario generale della Cisl e Cisl Scuola Lazio. I quali spiegano: “Non possiamo e non vogliamo rassegnarci alla logica del tirare a campare. No, la scuola va programmata e seguita. Siamo alla terza stagione alle prese con la pandemia, ma il tema della didattica e della sicurezza non possono essere “conflittuali”. Dobbiamo fare i conti con le incertezze relative all’utilizzo del Green Pass, mancano indicazioni chiare e concrete alle scuole per la gestione operativa dell’emergenza sanitaria. Su questi punti occorrono disposizioni e regole chiare. Che però vanno fatte osservare. Così come è essenziale programmare nei minimi dettagli la questione del trasporto pubblico. Non è possibile pensare di limitare il dibattito a temi come il sistema di ricambio di aria nelle classi, alla strumentazione adeguata per la prevenzione, ad una maggiore sinergia con le autorità sanitarie locali per il tracciamento e il monitoraggio del contagio.

Argomenti che diamo per scontati. Sarà un anno complesso per chi opera nella scuola e per la scuola. Questo lo sappiamo, ma francamente pensiamo che delle soluzioni operative vengano trovate. Ci preoccupiamo invece degli investimenti che vanno fatti sul sistema scuola. Pensiamo all’assunzione di personale aggiuntivo, pensiamo alle nomine dei dirigenti scolastici, pensiamo all’utilizzo degli spazi per assicurare il distanziamento di sicurezza nelle aule. Perché dobbiamo entrare nell’ordine di idee che l’anno scolastico inizia per essere completato. Non per poi passare alla Dad o ad altre soluzioni. Chiediamo scelte immediate, concrete e rapide che vengano intese in un modo solo. Cioè come volontà di iniziare per portare a termine l’anno scolastico. Gli standard di qualità dei sicurezza devono viaggiare di pari passo con le lezioni in presenza e con la didattica. Questi anni di pandemia hanno minato alla radice il rapporto di “fiducia” che si crea nelle scuole, tra le famiglie e il corpo docente. Tra le famiglie e lo Stato. Perché la scuola in un certo qual modo è lo Stato”.

Aggiungono Coppotelli e De Santis: “La sfida principale del nuovo anno scolastico, sarà condizionata dall’ evoluzione dell’epidemia che, pare ormai certo, si diffonde adesso con maggiore velocità tra i giovani. Da qui la richiesta “di assumere scelte coraggiose e necessarie per risolvere i veri problemi strutturali che rischiano di amplificare le nuove criticità e quelle storiche irrisolte. A nostro giudizio la strada maestra non è quella di scaricare le responsabilità su docenti, dirigenti scolastici e personale Ata.

I nodi irrisolti vanno affrontati insieme. La road map logistica è chiara: la sicurezza nella ripartenza delle lezioni, il tema della mobilità degli studenti anche questa in sicurezza ed efficienza e infine quello dell’infrastrutturazione intesa sia dal punto di vista degli immobili che devono essere sufficienti ed adeguati per garantire lezioni sicure, sia da quello delle forniture necessarie a questo scopo. Ma oltre a tutto questo c’è un aspetto didattico che non può continuare ad essere marginale”.

E concludono: “Bene il protocollo sulla sicurezza sottoscritto tra il ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali. Ora però nei singoli territori del Lazio vanno messi a punto i piani per il rientro in classe. In questa fase serve la collaborazione e la partecipazione responsabile di tutte le parti. Tenendo tutto insieme: l’aspetto sanitario e quello dei trasporti, la didattica e l’organizzazione. Noi ci siamo”.

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