LeggoCassino: “Blocco dei licenziamenti da prolungare fino a dicembre 2021”

SINDACALE – Lo chiede il segretario della Cgil Maurizio Landini che poi lancia un appello ai lavoratori: “Vaccinarsi è un dovere sociale”. Fca e indotto, giovedì prossimo a Cassino si riaccendono i motori

“La riforma degli ammortizzatori sociali non è ancora pronta, lo sarà nel 2022. Ecco perché crediamo che il blocco dei licenziamenti debba essere prolungato almeno fino a fine anno. È il momento di tenere unito questo Paese e la ripresa economica deve difendere e creare lavoro. Per questo bisogna discutere di investimenti e riforme”.

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, non ha dubbi: serve ancora un’ulteriore proroga per evitare il dilagare della disoccupazione. Ieri, intervistato dal Corriere della Sera, ha spiegato: “ Serve una riforma degli ammortizzatori sociali che deve essere universale e mutualistica. Le politiche attive del lavoro devono fondarsi su un sistema di formazione permanente per tutti. Bisogna fermare la strage delle morti e degli infortuni sul lavoro. Ê il momento di superare la precarietà del lavoro e di definire un nuovo statuto dei diritti di tutte le persone che lavorano”.

Per il numero uno della Cgil “serve una legge sulla rappresentanza che dia validità generale ai contratti nazionali dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative e cancellando così i contratti pirata. Serve una nuova politica industriale affinché gli investimenti pubblici e privati creino un nuovo modello di produzione ambientalmente e socialmente sostenibile”.

Lo sblocco dei licenziamenti preoccupa anche e soprattutto il settore dell’automotive. A Cassino a soffrire è soprattutto l’indotto dove gli ammortizzatori sociali nelle piccole e medie aziende sono quasi finiti. Con lo sblocco dei licenziamenti si potrebbe assistere ad una consistente perdita di posti di lavoro. Per questo motivo le parole di Landini sono state immediatamente rilanciate anche dai referenti territoriali del sindacato. Intanto a tenere banco è ancora la vicenda del green pass obbligatorio nelle mense azinedali. Il tema era stato sollevato proprio da Maurizio Landini. Il numero uno della Cgil ribadisce: “Il green pass non può diventare uno strumento che divide e discrimina.

Non si capisce, ad esempio, perché le lavoratrici e i lavoratori possano lavorare 8 ore insieme e poi consumare il pasto separati. Le mense aziendali non sono un ristorante. I lavoratori sono già tracciati e da un anno e mezzo le mense sono organizzate secondo i protocolli di sicurezza: mascherine obbligatorie, separatori di plexiglass e turni”. Allo stesso tempo, però lancia un appello ai lavoratori: “Vaccinarsi è un dovere sociale”.

Quindi, spiega: “”Proponiamo a tutte le associazioni di impresa di mettere a disposizione due ore aggiuntive di assemblee retribuite in tutte le aziende per fornire un’informazione adeguata sulla vaccinazione e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro”. Perché, sottolinea, “è il momento di coinvolgere le lavoratrici e i lavoratori, il consenso non si acquisisce sanzionandoli o punendoli ma rendendoli partecipi di un progetto comune che metta al centro la salute e la sicurezza e la qualità del lavoro”.

A Cassino si torna sulle linee giovedì 26 agosto, ma le ferie estive sono terminate ieri. Da lunedì a mercoledì della prossima settimana sarà in vigore la “solidarietà” mentre la ripresa a pieno regime, senza più ammortizzatori sociali, è prevista solo dal 2022 quando sulle linee arriverà anche il Suv Grecale della Maserati che sarà prodotto in serie per la commercializzazione che dovrebbe concretizzarsi entro il primo trimestre del nuovo anno.

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