LeggoCassino: Forse sì, ha ragione quel tizio: meglio le mucche che “certe” persone

OPINIONI – Bovini alle pendici di Montecassino, cinghiali in centro e leoni da tastiera. La sferzata del prof. Mario Costa

Una mucca avvistata di recente a Cassino

di Mario Costa

“Non mi sento a casa mia se non vedo l’Abbazia”. Tra i giovani cassinati l’antico adagio ormai circola assai poco, ma tra i più attempati loro concittadini è ancora alquanto in voga, conservando pressoché intatta la tradizionale valenza. 

Non dipenderà però solo dalla mancata vista dell’Abbazia se noi, che facciamo parte a pieno titolo dello schieramento degli attempati, anche quest’anno, passato appena qualche giorno dall’allontanamento volontario dalla nostra cittadina per assolvere al migratorio adempimento per qualche giorno di vacanza, appunto, non vediamo l’ora di ritornare. Per ricominciare a fare le cose di sempre e a rivedere con piacere le stesse facce. Compresa finanche qualcuna ai nostri occhi nient’affatto “bella”.

Quando da Cassino te ne allontani, continui comunque a seguire attraverso i giornali e i social, che ti raggiungono dappertutto, tutto ciò che qui avviene in tua assenza. Pur proponendotelo ogni volta, non riesci a staccare del tutto la “spina” da questa realtà nella quale sei piacevolmente cresciuto e pasciuto. Puntualmente però, da lontano, sei costretto a doverti meravigliare (e un po’ rattristare) di come le notizie più importanti, quelle serie, qualificanti, di spessore, vengano sopraffatte, anzi scansate, da certa fauna di “leoni da tastiera”, attratti dalla puntuale discesa serale dei cinghiali dalla parte collinare della Rocca e di Montecassino in cerca di cibo nei cassonetti e di acqua dalle sorgenti del Gari; oppure dalla eccezionale “transumanza” notturna di un bovino da qualche zona della campagna in una delle principali vie cittadine. Invece, del tutto indifferenti, essi (“i leoni”) da quanto di rilevante fatto per le scuole che riapriranno a giorni, rese più sicure con interventi seri di consolidamento statico, nonché più accoglienti, più funzionali, più belle.

Cose che non si facevano da anni per i nostri ragazzi, per la sicurezza dei nostri figli e nipoti (gioia e vera ricchezza nostra) che in queste strutture passano gli anni più belli della loro vita. Lavori importanti che hanno riguardato i plessi scolastici “Mattei”, “San Silvestro”, “Di Meo”, “Donizetti”, “Montecifalco”, “Dan Bosco”, “Zamosch”, “Conte”, “Caira”, “Sant’Angelo”. 

Come pure indifferenti, costoro, al diligente attivismo degli assessorati competenti con ìl ritorno delle iniziative culturali e dei tanti eventi che hanno animato e stanno animando le serate cassinati del centro, delle frazioni e delle periferie. Che si aggiungono al dinamico attivismo del teatro Manzoni che, rimasto tristemente chiuso per alcuni anni, ha finalmente riaperto, riattivando anche il cinema.

No, ad attrarre taluni, sono gli “addomesticati” cinghiali. Che comunque — ci si rassegni – continueranno a scendere ogni sera con i piccoli al seguito sino a che chi dovrà farlo non sì deciderà ad attivare la cosiddetta “cattura selettiva” per trasferirli in qualche area protetta; oppure ad abbatterli senza pietà. A volerlo, soprattutto gli agricoltori, che lamentano danni alle produzioni, e vorrebbero si facesse il tutto senza perdere ulteriore tempo. Comunque, in attesa di ciò, la discesa dei cinghiali dalla zona dell’ Alto Monte, non farà più notizia. Quella della mucca a spasso per via De Nicola è stata invece una notizia, “esilarante senza dubbio”, come l’ha definita Lorenzo Vita su L’Inchiesta. Ma di mucche in giro da sole, non se ne vedranno più. Ne siamo certi. 

Rimarranno solo le “attenzioni” e qualche considerazione postata sui social da parte di chi sotto sotto ne fa uso per colpire il Comune (ignorando peraltro che il Comune siamo tutti noi). In particolare la illuminante (?) considerazione di quel tizio, stando alla filosofia del quale, “sarebbe meglio ci fossero più mucche e meno persone”.

Forse sì, soprattutto se si tratta di “certe” persone. 

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