LeggoCassino: “Io, no vax convinto, oggi sono vivo per miracolo”

LA STORIA – Giampiero Caira, tatuatore di Cassino molto conosciuto in città e non solo, fino a un mese fa scriveva: “Nessuno mi obbligherà a fare ciò che non voglio”. Poi il contagio e la vita appesa a un filo: positivo al Covid, in terapia intensiva e con la paura di non farcela. Ora l’appello agli scettici: “Vaccinatevi per non morire”

Meno di un mese fa, il 24 luglio, sulla sua bacheca facebook scriveva: “NESSUNO e dico NESSUNO mi obbligherà a fare ciò che non voglio capito Draghi e company?”. E poi, ancora, fino al 31 luglio condivideva i post di chi diceva: “Bisogna fermare le vaccinazioni o sarà una catastrofe”. E’ stato quello il suo ultimo post con il quale invitava a non vaccinarsi.

Giampiero Caira, molto conosciuto a Cassino anche e soprattutto per la sua attività di tatuatore, proprio a fine luglio è risultato essere positivo al Covid. Tre settimane da incubo. Le racconta lui stesso, sempre per il tramite della sua pagina Facebook. E ora gli appelli sono di tutt’altra natura: invita tutti alla vaccinazione.

“Siddharta? si proprio io 25 giorni fa No Vax, oggi vivo x miracolo, ho lottato col cervello minuto dopo minuto, i dottori non si spiegano come abbia ripreso, erano 5/6 dottori e sottovoce chiesi NON DITEMI CHE È LA PRIMA VOLTA? MI RISPOSERO SI, noi ci sentiamo immuni, immortali, fuori dal gregge…ma non è così purtroppo, giusto una settimana prima un amico mi disse guarda che è più semplice di quello che tu pensi, hai in questo momento epocale 2 scelte tue, 1 vaccinarti la seconda finire in letto di terapia intensiva intubato. A tutte le PERSONE CUI AMO e voglio bene dico vaccinatevi, facciamo finta non serva a niente, prendetelo come un gastro protettore, quello che vi pare ma non vi fa morire. Sennò mi viene da dire ..ma tutt gl’atre su strunz?

Un calvario iniziato a fine luglio l’ambulanza che si chiude e mi dicono andiamo a Frosinone, dopodiché era una polmonite gravissima da subito e mi dicono dobbiamo trasferirla a Roma lei è grave, arrivati a Roma al Gemelli iniziano a provare varie soluzioni, ricordo che con ossigeno a 77 e per chi non sa cosa sia dovrebbe stare sui 90/99 e questo comporta mancanza d’ossigeno agli organi e tutto ciò che ne consegue, mi contorcevo nel letto sudavo e ogni 5 minuti la maglia la cambiavo avevo paura si aggravasse con tutto il sudore addosso, sai quando ti dicono cambiati la maglietta sennò t’ammali? Io non mi stavo ammalando, stavo allo stremo.

La dottoressa dopo qualche ora mi dice lei è grave dobbiamo trasferirla alla Columbus del Gemelli Covid terapia intensiva e così è stato. Ora sono stato dimesso e sono in reparto covid normale per la ripresa che è più lunga di tutto il resto. Una immensa gratitudine al Dottore De Pascale e tutta la sua equipe di angeli in terra tutti giovani, professionali, umani, la prima volta che sono stato alle prese col senso d umanità, non avrò parole adatte per ringraziare. Un grazie a centinaia di persone che da tutta l’ Italia hanno pregato per me. Ora mi aspettano a casa 2 figli Jaire ed Alisia, mia madre la mia compagna l’aiuto che mi ha dato moralmente Roberta che ha portato avanti anche gli impegni lasciati in sospeso e tutta la sua famiglia, diciamo ho sentito il fiato sul collo”

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