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LeggoCassino: La stozza cassinese incassa il decimo successo. Presente l’Abate Fallica

EVENTII saggi per gli assaggi promuovono vincitore Aurelio Tomasso. Cerimonia di premiazione tra le lacrime con il ricordo di Giulio D’Aliesio e Gianrico Ranaldi

La ‘Stozza cassinese’ conquista tutti: cassinati e non. Per il decimo anno si è svolta l’iniziativa organizzata dall’associazione Vecchia Cassino. La location è sempre quella di Sant’Antonio di Montecassino, il parco che si trova nell’ultimo tratto dell’alberata che conduce all’ Abbazia. Per festeggiare i primi dieci anni di vita, si sono ritrovati in tanti, in particolare, tanti giovani cassinati che amano portare avanti le tradizioni dei loro nonni. Tante anche le famiglie che hanno scelto di trascorrere una giornata all’insegna della tradizione, della spensieratezza e della buona cucina. E soprattutto della condivisione. Perché la grandezza della ‘Stozza’ è data proprio dalla condivisione di un pranzo tra famiglie.

Al di là della gara, i partecipanti amano condividere a tavola ogni Ben di Dio. Ad aprire la giornata la visita dell’abate Luca Fallica, che ha salutato i presenti, tra cui, l’associazione culturale gruppo storico folcloristico Archibugieri-Balestrieri di Cava de’ Tirreni, presieduta dal cavalier Giuseppe Ferrigno, che insieme ad altri ‘saggi per gli assaggi’ ha degustato e decretato le stozze in gara.   Il gruppo storico di Cava de’ Tirreni, giunto a Cassino per la partita Cassino-Cavese, ha fatto tappa a S. Antonio su invito di Pino Valente, presidente di ‘Cassino Mia 1944’ stringendo immediatamente un patto di amicizia con la ‘Vecchia Cassino’. In occasione il gruppo storico ha conosciuto anche l’abate Fallica a cui ha consegnato il loro vessillo. Dopo l’accoglienza, i ‘Saggi per gli assaggi’ hanno preso posto per assaporare le ‘stozze’: i panini realizzati con il filone o la pagnotta di pane farcito con pietanze e ingredienti semplici, che i lavoratori del pre e post-guerra consumavano come pranzo sul posto di lavoro nei campi, nelle fabbriche e nei cantieri.

Ad assaporare e a decretare la stozza più originale dell’edizione n.10 sono stati: Maria Iannone, Bruno Mignanelli, Franco Ricciuti (saggio senior), Giuseppe Ferrigno, Angelo Montemitoli, Giancarlo Pignatelli, Tony Simonelli e Roberto Mosillo. Queste le ‘stozze’ in gara: n.1 Stozza d’amare di Federico Simonelli; n. 2 Na’ ciavatta di Matteo Marzocchella; n. 3 Na Bbona jurnata di Gianfranco Treglia; n. 4 Fgatin e nù poch re vin di Aurelio Tomasso; n.5 Coratella di Lucia Marzocchella. A vincere, per la seconda volta a distanza di anni, è stato Aurelio Tomasso, che ha dedicato la vittoria alla signora Nunziatina Sambucci, memoria storica della città Martire. Al secondo posto si è classificata la stozza di Matteo Marzocchella giudicata anche la più originale; al terzo quella di Gianfranco Treglia; al quarto quella di Lucia Marzocchella e al quinto la ‘stozza’ di Federico Simonelli.

“La ‘stozza’ è una manifestazione concepita come momento conviviale per celebrare la tradizione e assaporare i panini dei nonni in chiave moderna” ha sottolineato il presidente della Vecchia Cassino Antonio Marzocchella, che ha aggiunto: “Ringrazio la squadra di volontari dell’associazione ‘Vecchia Cassino che ha collaborato alla riuscita della giornata, impreziosita, dalla voce e musica di Gianluca, con il supporto di Gioia, Mario, Paolo e Bruno. Il mio grazie va agli amici e soci Rosario Iemma, Adriano Comarca, Mary Comparone, Domenica Marinelli, Roberto Lillo, Luciana Ferrari, Fabiola Arti, Andrea Vizzaccaro e Pino Valente”.

Lo stesso presidente al momento della premiazione ha voluto, tra la commozione generale di tutti i presenti, rivolgere un ricordo particolare al giovane Giulio D’Aliesio, deceduto lunedì scorso a seguito di un incidente stradale e all’avvocato Gianrico Ranaldi, socio onorario e grande sostenitore dell’evento che, negli anni scorsi, l’ha visto anche in veste di saggio. “Il nostro pensiero – ha concluso tra le lacrime Marzocchella – lo rivolgiamo a Giulio, membro della Banda don Bosco Città di Cassino e musicista della Pasquetta. Ogni 5 gennaio Giulio indossava la mantella della nostra associazione per diffondere alla città l’inno melodioso della Pasquetta. Un pensiero particolare all’amico Gianrico Ranaldi. Lo scorso anno ci siamo salutati con l’impegno che ci saremmo rivisti oggi. E invece Gianrico ci ha lasciati prematuramente a giugno scorso. Sono sicuro che Giulio e Gianrico ci seguono anche da lassù”.

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