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LeggoCassino: Martina Panini si racconta a Vanessa Carnevale

FACCIA A FACCIA – Ecco la nostra intervista della domenica

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Giovedì 23 giugno ho intervistato una ragazza eccezionale, simpatica e affabile…questa ragazza  si chiama Martina Panini. Anni fa, guardando in tv il programma di Caterina Balivo, sono venuta a conoscenza della storia di Martina ed il suo racconto mi ha emozionata parecchio, proprio perché (pur essendo giovane) porta sulle spalle un vissuto impegnativo e doloroso. Un  bagaglio pesante che, nel male, ha contribuito a forgiare la donna meravigliosa che è adesso, una donna di una bellezza estetica magnetica, ma soprattutto di una bellezza interiore disarmante.

Ecco la nostra intervista:

Buonasera Martina, leggendo più volte la tua storia sono rimasta molto colpita soprattutto dalla parte del racconto in cui esordisci dicendo che, già dalla tenera età, ti sei resa conto di abitare un corpo in cui non ti sentivi te stessa, una “non casa” se così si può definire. Quanto credi sia importante che il tema della sessualità venga introdotto nelle scuole di ogni ordine e grado e quanto pensi sia necessario che un genitore, piuttosto che limitarsi a chiedere al proprio figlio/a cosa ha mangiato o cosa ha fatto, ponga spesso delle domande del tipo: “ come stai?” ,“sei felice?”, “se qualcosa non va dimmelo che ne parliamo..”.

Buonasera Vanessa, si esattamente! Io avevo 5 anni quando mi sono resa conto che il mio corpo non  rispecchiava la mia persona, il mio vero IO. Mi piaceva essere stravagante, giocare con i cappelli e con le diverse sfumature dei colori, questo di nascosto dai miei genitori. Eppure mia nonna Antonia ha capito fin da subito chi ero realmente e faceva di tutto per far emergere la mia personalità. Infatti nelle ore che trascorrevo in sua compagnia mi faceva indossare quello che volevo ed essere me stessa per qualche ora, poi quando si accorgeva che stavano per rincasare i miei mi ammoniva dicendo di togliere quello che avevo addosso e continuare a giocare. Lei è venuta a mancare 11 anni fa, all’età di 101 anni.

Per me è stata un dono, un regalo prezioso che la vita mi ha fatto e di cui vado fiera! Detto ciò è importantissimo che sia a scuola che a casa venga trattato il tema della sessualità e che i genitori trascorrano più tempo con i propri figli e chiedano loro spesso quello che provano e quello che sentono. Non di rado mi capita di trovarmi in situazioni dove i genitori trascorrono tanto tempo al telefono ed i figli sono soli e non hanno modo di esprimere le proprie emozioni. Questo è sbagliato e non mi vergogno a dire che, secondo me,in tanti decidono di mettere al mondo delle creature solo per “completare un’apparente armonia famigliare”, ma essere genitori non è solo mettere al mondo un figlio, ma molto di più. Volevo diventare mamma. purtroppo non si può, ma parlerò sempre di questo argomento!

“Chi decide chi è normale?la normalità è un’invenzione di chi è privo di fantasia.” Questo è un aforisma della grande Alda Merini, una poetessa eccellente ma anche una donna che è sempre stata troppo avanti, specie con il pensiero! Purtroppo ancora si tende ad etichettare le persone, a temere il diverso, a scindere gli individui in “normali” e “anormali”. Cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, per combattere questo tipo di pensiero?

La normalità non esiste, su questo sono d’accordo. Ma proprio questo è il bello: siamo tutti completamente diversi ed il mondo è bello perché è vario! Oggi più che mai è importante utilizzare il meno possibile delle etichette per definire le persone, ad esempio sono contro tutti gli appellativi idioti quali “fro**o”, “finoc**io” ecc ecc, difatti mi chiedo sempre perché la gente avverta il bisogno di utilizzarli. Sono termini che feriscono e su cui spesso si gioca o si fa dell’ironia. Ci sono tantissimi film che hanno fatto tanti incassi proprio grazie a questo tipo di ironia, la stessa che non dovrebbe essere presa sottogamba ma combattuta e recisa! Oppure spesso, per quanto riguarda le donne transessuali, si tende a considerarle tutte come delle prostitute, eppure non è affatto così. Io stessa sono stata considerata tale e allontanata dai bambini, proprio perché i genitori mi consideravano “anormale” e, per tal motivo, meritevole di essere allontanata dai loro figli…questa cosa mi ha devastata! Quando sono andata in America con mio zio, il fratello di mia madre, mi sono resa davvero conto di quanto qui in Italia siamo indietro. Lui stesso non ha mai utilizzato determinati termini e non si è mai sentito in dovere di allontanare amici e/o conoscenti per via della loro sessualità, MAI!  Qui invece ancora temiamo qualsiasi cosa che non rientra nel nostro costrutto tarocco di “normalità”.

Ho letto che hai subito diversi episodi di bullismo, sia fisico che verbale, già dalla tenera età. Questo è un argomento di cui si parla tanto, eppure i numeri di coloro che vengono bullizzati sono comunque alti.Tante parole e pochi fatti, parafrasando il concetto! Cosa si può fare per prevenire questo fenomeno e per aiutare questi ragazzi che lo subiscono?

Sì, sono stata vittima di svariati atti di bullismo, nonché abusata dalla mia logopedista. Tutto questo è stato difficile per me! Purtroppo noto che ci sono ancora  tante maestre che non rimproverano/puniscono realmente questi ragazzi che si permettono di utilizzare determinati linguaggi/frasi a discapito di altri, giustificandosi con le solite frasi:” era uno scherzo”, “stava scherzando dai..” Oppure, spesso, i genitori di questi bulli difendono i figli a spada tratta e sembra quasi che la vittima se la sia andata a cercare..insomma il focus del problema si sposta dal bullo al povero ragazzo che ha subito il sopruso..una cosa orribile! Per me bisogna parlarne, parlarne il più possibile. Anzi se fossi io la maestra convocherei tutti i genitori, non solo quelli del bullo, dando vita ad una sorta di discussione costruttiva  dove ciascuno possa prendere la parola, affinché si possa arrivare a comprendere il dolore che quel ragazzo ha sperimentato e che prova tutt’ora. Tempo fa sono stata presa a male parole da un sacrestano, che ha esordito dicendomi che sono una figlia del demonio, che brucerò all’inferno, che sono uno scherzo della natura e che non sarò mai una vera donna  ma che il mio vero io resterà sempre MARCO PANINI. Sono rimasta senza parole. Come può la Chiesa permettere questo? Se Dio ama tutti indistintamente, perché non accettiamo che non esistono solo le relazioni uomo-donna, che è doveroso cambiare il proprio corpo se lo si vive come una gabbia e non come una casa e che ognuno deve essere libero di essere sé stesso e di amare chi vuole?! Anche nella Chiesa serve un cambio di pensiero.

Ci tengo a dire, già che siamo nel discorso, che il Ddl Zan avrebbe  apportato tantissimi benefici! Dico questo perché, dopo le parole che il sacrestano mi ha vomitato addosso, ho provato a contattare un avvocato ma comunque non ci sono leggi che tutelano questo tipo di situazioni e chi si trova a subirle! Se ci fossero state, oltre ad un progresso dell’intera società, magari quella persona avrebbe evitato di pronunciare determinate frasi perché sapeva che sarebbe andato incontro ad una sanzione!

Quando finalmente sei diventata Martina qual è stata la prima emozione che hai sperimentato? ti sei sentita diversa?

Guarda posso dirti che ho tirato un grosso sospiro di sollievo, credimi. Ma piucchealtro perché anche nel corpo ero finalmente una donna.. perché a prescindere io sono sempre stata Martina, anche quando ero Marco! Quindi avevo bisogno di esserlo anche fisicamente. La cosa più bella è stato svegliarmi e rendermi conto che per me non era cambiato nulla, ero sempre io…una sensazione stupenda! Io l’operazione l’ho fatta nel 2015 in Thailandia e non immagini quanto fossi pimpante quel giorno, davvero tanto! La cosa bella è stata quando, nonostante ci sia voluto parecchio tempo, anche i miei genitori hanno accettato il mio cambiamento e hanno finalmente capito l’importanza di quello che ho fatto. Mia madre ha iniziato a capirlo quando ho iniziato la cura ormonale, mio padre invece ha impiegato un po’ di più. Purtroppo viene da una famiglia prettamente al maschile, quindi in lui era radicata l’idea di portare avanti “il cognome di famiglia”, un concetto arcaico ma che comunque è presente ancora in determinate mentalità. Eppure lui adesso è fiero di me ed io sono felice di aver ricostruito questa armonia familiare.

Qual è la donna in cui ti rispecchi di più? quella che ti rappresenta maggiormente o che ammiri particolarmente?

Più che una persona nello specificoc’è un film chiamato “Le fate ignoranti” (Ferzan Özpetek-2001) che mi è rimasto particolarmente impresso. Mi ha colpito molto il ruolo che interpretava Margherita Buy nei panni di Antonia! Un film che tratta il tema dell’omosessualità e che, ahimè, all’epoca in cui usci nelle sale cinematografiche venne vietato ai minorenni per via di alcune scene un po’ spinte. Io riuscii a vederlo e non me ne pento assolutamente, perché è un film che racconta delle cose importanti, che affronta delle questioni di un certo rilievo e che merita di essere visto da tutti!

Cosa ti senti di dire ad un genitore con i figli già adulti o ad un neo genitore?

Direi ai genitori di non dimenticarsi mai che i figli non sono i loro, ma sono figli della vita stessa, nonostante siano stati loro a generarli! Ognuno ha una sua particolarità, ognuno ha il suo carattere e la sua unicità! Non sono e non saranno mai un loro prolungamento, perché hanno dei sogni e delle strade che dovranno scegliere indipendentemente da quello che i genitori diranno o riterranno giusto/sbagliato. Tanti genitori dicono “Decido io cosa è più giusto per lui/lei” o “ci penso io a mio figlio”, niente di più sbagliato. Sono liberi! Anche i miei all’inizio avrebbero voluto che io proseguissi sui miei passi, che non apportassi alcun cambiamento sul mio corpo e che perfezionassi i miei studi investendo molto anche nell’ambito della pittura, ma io sono Martina e ho una mia testa ed un mio percorso da portare a termine. Attualmente sono fiera di quello che ho raggiunto e dei miei successi professionali!

 Martina, grazie per la meravigliosa persona che sei, siamo tutti convinti che farai un sacco di strada e che avrai ancora più successo. Ti promettiamo che faremo di tutto, nel nostro piccolo, per fare in modo che di  questi temi ne parli il più possibile affinché,in un futuro prossimo, non ci siano più discriminazioni!

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