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LeggoCassino: Panettone amaro per gli operai: cassa integrazione sotto l’albero

ECONOMIA – Preoccupa la vertenza della cartiera Reno de Medici di Villa Santa Lucia chiusa da oltre cento giorni: scatta la cigs. A dicembre nuovi ammortizzatori sociali anche per la SkF. Cancelli chiusi oggi e domani allo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano: nel 2022 oltre 60 i giorni di stop per mancanza di materiale. L’indotto è al collasso: nessun contratto rinnovato agli interinali. Un Natale povero per il Cassinate

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Un Natale amaro per il mondo del lavoro del Cassinate. Sono tre le grandi aziende in sofferenza, quasi 4.000 gli operai coinvolti. Stiamo parlando della cartiera Reno de Medici di Villa Santa Lucia, della SkF di Cassino e dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano. Cassa integrazione sotto l’albero anche per quel che riguarda tante industrie dell’indotto Fca che lavorano esclusivamente per il sito pedemontano.

A preoccupare maggiormente è la situazione della cartiera: i cancelli della Reno De Medici sono chiusi dallo scorso 22 agosto e l’attività sarebbe dovuta riprendere entro la fine del mese di novembre. Sono trascorsi ormai cento giorni, ma la situazione ancora non si sblocca, al punto che sono stati resi necessari nuovi ammortizzatori sociali: il 20 novembre si sono infatti esaurite le ore di cassa integrazione ordinaria ed è scattata la straordinaria. 

Dopo l’ultima riunione che si è tenuta nella sede di Unindustria a Cassino lo scorso 18 novembre era stato comunicato ai sindacati che “il cronoprogramma è stato approvato dalle varie procure, ormai, quindi, non ci sono più impedimenti: entro fine novembre dovrebbero riaprire i cancelli”. Pasquale Legnante della Cisl ed altri sindacalisti avevano fatto trapelare ottimismo: “Finalmente siamo arrivati alla fine di questa brutta vicenda”.

La parola fine, invece, deve ancora essere scritta. Un panettone più che amaro per gli operai con buste paga decurtata di circa il 40% e stipendi che non superano i 700 euro mensili. Tra proteste e chiarimenti anche Gianluca Quadrini, Presidente del Gruppo Provinciale della Lega e Delegato alle Attività Produttive Anci Lazio interviene a sostegno di una  ripartenza immediata  della produzione e sollecita la regione a mettere fine a questa situazione

Non va assolutamente sul fronte di Stellantis, la fabbrica più grande e importante della Regione Lazio: nella giornata di ieri la dirigenza aziendale ha comunicato che oggi e domani resteranno chiusi causa mancanza materiale. In Fca vige ancora la solidarietà ‘a rotazione’ con molti operai che per settimane e settimane non lavorano.

Non solo: c’è anche la crisi dei semiconduttori a pesare: secondo quanto calcolato dalla Fim-Cisl ha mandato persi 235 giornate lavorative negli stabilimenti italiani. Cassino è sul podio con Pomigliano e Melfi: ha perso 46 turni nel primo semestre, si sale a 54 nei primi nove mesi e a oltre 60 considerando anche i due giorni annunciati ieri: ovvero circa 5 giorni di blocco totale ogni mese. La Fim prevede per il 2022 la perdita di 200.000 vetture negli stabilimenti italiani a causa della mancanza dei semiconduttori.

Una crisi, quella di Stellantis, che ha messo in ginocchio anche una fabbrica dell’indotto che non aveva fatto ricorso agli ammortizzatori sociali neanche durante la pandemia perché non lavora esclusivamente per Cassino: stiamo parlando della SkF. L’azienda produce cuscinetti e non essendo monocommittenza Fca ha sempre mantenuto standard elevati e da anni non ricorre agli ammortizzatori sociali. La guerra nell’Est Europa e la crisi energetica hanno messo in crisi anche la fabbrica storica della Città Martire: dal 21 al 27 novembre i cancelli sono infatti rimasti chiusi; al rientro, nei giorni scorsi, un’altra brutta notizia: cassa sotto l’albero proprio a ridosso delle festività natalizie.

Un Natale povero, dunque, soprattutto se si considera l’indotto di secondi livello dove sono andati persi migliaia di posti di lavori: tutti gli interinali assunti nei giorni scorsi dalle varie aziende sono stati mandati a casa. 

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