LeggoCassino: Quale soddisfazione può avere una mente malata nel godere di tale distruzione?

OPINIONI – Il Basso Lazio nella morsa degli incendi, brucia anche la pineta di Valleluce. La lettera-denuncia della professoressa Elvira Zitti: “Anche tu diventerai cenere, ma che sia maledetta di fronte a tanta malvagità che hai provocato”

di Elvira Zitti*

Anche il fiore all’occhiello del Basso Lazio brucia.

Una pineta senza paragoni, folta, verde che anche i ragazzi avevano cominciato ad amare facendo lunghe e belle passeggiate nel sottobosco prima di arrivare alla croce. Si vede il mare da lì su, si vede il tetto dell’Abbazia di Montecassino e il vicino monte Cairo; c’è aria lì su, c’è vita!

Quale giovamento può trovarci una mano incendiaria a far bruciare ciò che ci distingueva dal deserto e dalle già tanto martoriate montagne del Centro-Sud? Quale soddisfazione può avere una mente malata nel godere di tale distruzione? Godi forse nel vedere la “gioia” negli occhi dei bambini che guardano in cielo l’arrivo degli elicotteri? Come se per loro fosse un gioco: spieghi tu loro che cercano di spegnere un incendio? Spieghi tu loro che stanno bruciando alberi? Spieghi tu loro che stanno assistendo a una brutalità che solo la mano cattiva dell’uomo è in grado di provocare?

Non ti sei innamorato anche tu di tale bellezza? Non hai mai pensato di trascorrere del tempo a riflettere o a passeggiare sotto quella fantastica pineta? Godi, godi del male fatto a ciò che di più bello c’è al mondo: la natura!

Terra che arde la mia, terra dei fuochi, terra di fame, terra che brucia per mani cattive e che puzza di bruciato la mia, la notte non si dorme perché c’è puzza e da fastidio; terra di orrore la mia, terra di povertà e omertà. Terra di fatica e lacrime che scendono quando gli ulivi bruciano. Terra di riscatto la mia, terra  che produce e fa campare ma poi impoverisce l’animo umano la mia. Terra di dolore e di sangue versato, terra di pianti addosso la mia, terra di impotenza, terra di ingiustizie e di poveri ricchi la mia; terra di chi soffre e fa soffrire, terra di drammi senza fine la mia. Terra del Sud.

Il Sud che non si riprende perché il Sud sta in basso ed è schiacciato, sepolto, deserto. Io sono il Sud: sono la terra dei poveri ma non la mano incendiaria che distrugge. Il Sud terra di lavoro, il Sud terra di disperazione.

Io sono il basso Lazio, il Molise, sono la Campania, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna, sono tutto ciò che brucia.

Anche tu diventerai cenere ma che sia maledetta di fronte a tanta malvagità che hai provocato.

Io sono Valleluce!

*Professoressa di Italiano, Storia e Geografia. Insegna alla scuola media di Alvito, in provincia di Frosinone

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