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LeggoCassino: “San Benedetto ci ha insegnato come trasformarci in artigiani di pace”

LA LUCE DELLA SPERANZA– La Fiaccola Benedettina “Pro Pace et Europa Una” accolta a Santo Domingo de Silos e nella Cattedrale dell’Almudena di Madrid. Dom Donato Ogliari nel suo saluto: “Ognuno di noi anela alla pace, che va conquistata passo dopo passo”

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di Francesca Messina

L’Abate di Montecassino, dom Donato Ogliari, ha concelebrato la celebrazione eucaristica per la Fiaccola Benedettina “Pro Pace et Europa Una”, con S.E.Mons Carlos Osoro Sierra, Arcivescovo Metropolita della capitale spagnola, dom Luigi Maria Di Bussolo e ai rappresentanti delle comunità religiose di Norcia e Subiaco, nell’immensa Cattedrale dell’Almudena di Madrid. S.Eminenza ha accolto calorosamente le delegazioni delle tre città salutando personalmente i figuranti dei cortei storici di Norcia e Cassino insieme ai sindaci delle tre città gemellate.

Dopo la celebrazione eucaristica e la lettura del messaggio di pace, l’Abate dom Donato Ogliari ha rivolto il seguente saluto in lingua spagnola: “Desidero ringraziare cordialmente Sua Eminenza il Cardinale Carlos Osoro Sierra, Arcivescovo Metropolita di Madrid, che ci accoglie in questa Cattedrale. Voglio anche ringraziare le altre autorità e i fedeli che partecipano a questa celebrazione eucaristica. In qualità di Abate di Montecassino e umile successore di San Benedetto, vorrei aggiungere alcune parole al messaggio di pace e di unità della “Fiaccola Benedettina” pro pace et Europa una che è stato appena letto.

Ognuno di noi anela alla pace, una pace che va conquistata passo dopo passo, a partire dalle relazioni che intessiamo quotidianamente nei contesti di vita, nella famiglia e nella società. Tuttavia, come credenti, siamo anche consapevoli che i nostri sforzi da soli non bastano se non sono saldamente radicati in Dio, fonte della vera pace e della perfetta unità.

Anche san Benedetto ci ha insegnato nella sua Regola che solo quando stabiliamo una relazione profonda e vitale con Dio, il nostro cuore si apre ai doni della pace e dell’unità, permettendo loro di ispirare i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni, e trasformarci in artigiani di pace e testimoni credibili dell’amore di Dio.

Come è stato detto, dopo Madrid la “Fiaccola Benedettina” arriverà a Santiago de Compostela, dove il Cammino di San Benedetto si unirà in un simbolico patto di amicizia con il Cammino di Santiago, in coincomitanza con l’anno santo giacobino.

L’unicità del Cammino di San Benedetto sta nel fatto che traccia la traiettoria esistenziale e biografica del Santo attraverso i luoghi in cui visse. Infatti, dopo Norcia, sua città natale, lo troviamo a Subiaco, luogo dove iniziò la sua avventura monastica, e infine a Montecassino, dove san Benedetto scrisse la sua famosa Regola e dove terminò i suoi giorni terreni. Le sue spoglie – come è noto – sono tuttora conservate e venerate sotto l’altare maggiore della basilica cattedrale di Montecassino.

Il percorso di vita che condusse San Benedetto a Montecassino fu segnato dalla ricerca di Dio, e su questo presupposto fondò comunità monastiche in cui il Volto di Dio è riconosciuto e amato in quello di ogni fratello e sorella.

Questa sua visione – intrisa di umanesimo cristiano ed evangelico – ha contribuito a costruire la nostra civiltà europea sui valori del rispetto per ogni persona, della solidarietà e della condivisione; e ha indicato la fraternità universale come la via per costruire una società più giusta, inclusiva e pacifica, dove il dialogo prevale su ogni forma di chiusura e dove le divisioni alimentate dalla sfiducia o dall’odio lasciano il posto a ciò che unisce in armonia e amore.

Cari amici, perseguiamo tenacemente questo obiettivo e cerchiamo di realizzarlo. Interceda per noi San Benedetto, patrono primario d’Europa.”

Anche nella Cattedrale di Madrid è stata lasciata una lampada, che l’Arcivescovo ha acceso attingendo la fiamma dalla Fiaccola Benedettina portata dai tedofori di Norcia, Subiaco e Cassino, e che sarà di nuovo accesa il 21 marzo insieme alle altre donate alle città e ai monasteri finora raggiunti S.E.Mons Carlos Osoro Sierra, e ai monasteri finora raggiunti dal pellegrinaggio delle tre città benedettine, illuminando simbolicamente tutti con la luce del messaggio di San Benedetto.

All’inizio della celebrazione l’Arcivescovo Mons Carlos Osoro Sierra ha rivolto un saluto a “S.E.Mons.Donato Ogliari, Abate di Montecassino che accompagna questo pellegrinaggio che porta a Santiago de Compostela la Fiaccola benedettina Pro Pace et Europa Una: “È provvidenziale che questo pellegrinaggio avvenga in un momento storico così importante come quello che stiamo vivendo ora con la guerra in Ucraina. L’ordine benedettino all’inizio del medioevo portò la fede ai diversi popoli che avevano conquistato l’Impero romano. Popoli che vennero uniti sotto il segno della croce. Si configurava così una Europa unita e conservava la sua diversità e l’unità nella stessa fede.

Cari pellegrini, in questo momento storico il vostro pellegrinaggio acquista una caratteristica fondamentale: ci ricorda che la Pace è un dono che dobbiamo chiedere con insistenza ma allo stesso tempo è necessario che ciascuno di noi sia costruttore di quella pace che riconcilia i popoli e ci unisce tutti in una grande fratellanza.”

S.Eminenza ha accolto calorosamente le delegazioni delle tre città salutando personalmente i figuranti dei cortei storici di Norcia e Cassino insieme ai sindaci delle tre città gemellate.

Precedentemente la Fiaccola Benedettina è stata accolta dall’Abate di Santo Domingo de Silos. Dopo una visita guidata del Monastero, è stata celebrata la santa messa presieduta dal Rev.mo Abate Lorenzo Matè e concelebrata dall’Abate di Montecassino dom Ogliari insieme a dom Luigi Maria Di Bussolo e ai rappresentanti delle comunità religiose di Norcia e Subiaco oltre che ai monaci di Silos.

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