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LeggoCassino: “Sono passati due anni, e non è andato tutto bene”

OPINIONI – L’otto marzo del 2020 l’annuncio del lockdown. La Fiom-Cgil Frosinone e Latina traccia il bilancio: “Stiamo ancora subendo una pandemia che ha condizionato in peggio il vivere stesso di ognuno di noi. Ma chi ha pagato e sta pagando il prezzo più alto sono le donne e le fasce più fragili della nostra società”

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di Rosa D’Emilio*

L’8 marzo di due anni fa attraverso una Conferenza stampa l’allora Presidente del Consiglio comunicò il lockdown e iniziò la campagna “io resto a casa” e “andrà tutto bene”, dimenticandosi  che le fabbriche restavano aperte e che i lavoratori e le lavoratrici l’indomani dovevano comunque andare a lavoro.

Il lavoro, deregolamentato a favore della finanza e del capitale  e le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori che, purtroppo, nel nostro paese non sono più priorità dei Governi , tanto che per ottenere i protocolli Covid e mettere in Sicurezza le lavoratrici ed i lavoratori abbiamo dovuto scioperare.

Sono passati 2 anni e non è andato tutto bene. Stiamo ancora subendo una pandemia che ha prodotto migliaia di morti e condizionato in peggio il vivere stesso di ognuno di noi. Ma chi ha pagato e sta pagando il prezzo più alto sono le donne e le fasce più fragili della nostra società.

Per sopperire alle scuole chiuse e alle mancanze del welfare statale in merito ai servizi di cura e assistenza, completamente inadeguati, le donne hanno drasticamente perso posti di lavoro oppure hanno fatto scelte di diminuzione di orari o utilizzo di ammortizzatori sociali che hanno determinato un ulteriore drastico impoverimento del loro potere di acquisto.

Dal Dossier donne 2022 elaborato dall’Inail emerge che l’incidenza degli infortuni al femminile rispetto al totale tra il 2016 e il 2019 è rimasta pressochè costante e pari mediamente al 36%, mentre nel 2020 è salita di ben sette punti percentuali fino al 43% complice anche il maggior numero di contagi sul lavoro da COVID 19 delle donne rispetto agli uomini, dalle denunce pervenute all’Inail 7 contagi su 10 riguardano le lavoratrici. Le donne continuano ad essere più a rischio stress in quanto su di loro grava prevalentemente il lavoro di cura della famiglia.

In piena pandemia i metalmeccanici hanno rinnovato i Contratti Collettivi Nazionali e  Per la prima volta nella storia della contrattazione il nostro contratto prevede tutele normative per le donne che subiscono violenza.

I metalmeccanici si sono uniti, a partire dal Contratto, per promuovere una cultura rivolta al contrasto della violenza maschile sulle donne, per sostenere le donne vittime di violenza e prevenire forme di molestie sessuali nei luoghi di lavoro.

Solo con azioni concrete si può cambiare un sistema.

*Segretaria Fiom Cgil Frosinone Latina

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