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LeggoCassino: Stellantis, zero certezze per il futuro e operai considerati come robot

ECONOMIA – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Giuseppe Giovanni Codino, operaio dello stabilimento Fca di Cassino: “Con la possibilità di prolungare la giornata lavorativa oltre le 8 ore  sino a un massimo di 12 ore a turno viene affermato il concetto che non esiste nessuna preoccupazione delle conseguenze sulla resistenza fisica e mentale dei lavoratori, considerati ormai robot che si accendono e si spengono a piacere”

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di Giuseppe Giovanni Codino*

Cosa succederà tra pochi mesi in Stellantis è un’incognita, un mondo imprevedibile e confuso dove non esistono più certezze. Affermazioni aziendali e sindacali non trovano conferme nella realtà dei fatti a pochi giorni dalla loro comunicazione. Stabilimenti fermi non soltanto per mancanza di componenti ma ancora più grave i nuovi modelli che tardano ad arrivare e da assegnare. Dove e a chi è ancora un’incognita. Non si è ancora a conoscenza di quello deciso durante il Workshop di 3 giorni organizzato da Stellantis iniziato il 15 di questo mese dove hanno partecipato i direttori di tutti gli stabilimenti europei e del mondo, per analizzare i risparmi ottenuti collegati alla riduzione del personale effettuata. Si confermerà il trend occupazionale negativo?  Quali saranno gli stabilimenti che saranno penalizzati amplificano le preoccupazioni delle migliaia di operai che non sanno quale sarà il loro destino.

Nello stabilimento Stellantis di Cassino si rincorrono ripetutamente comunicazioni aziendali di recupero produttivo al sabato, annullati il giorno dopo. E’ successo anche per questo 26 novembre. Mentre la produzione di qualche precedente recupero programmato ed effettuato è stata vanificata dai numerosi senza lavoro che si susseguono regolarmente. Manca la certezza di quello che succederà domani e le modalità. Si passerà dalle 8 alle 10 o 12 ore come proposto da Stellantis il 12 novembre 2022? 

Come pensiero e opinione personale, la ritengo una proposta che rappresenta la realtà della considerazione che si ha della dignità degli operai che lavorano alla catena di montaggio. Non solo le saturazioni sono esasperate durante il normale turno di lavoro, ma con la possibilità di prolungare la giornata lavorativa oltre le 8 ore  sino a un massimo di 12 ore a turno viene affermato il concetto che non esiste nessuna preoccupazione delle conseguenze sulla resistenza fisica e mentale dei lavoratori, considerati ormai robot che si accendono e si spengono a piacere.

A Cassino si vuole recuperare al sabato, mentre a Sochaux stabilimento dove vengono prodotti modelli Peugeot 3008 e 5008, ci sono piazzali pieni di auto da consegnare. Ferme… parcheggiate in attesa di spedizione, ma il problema è che Stellantis non ha la capacità di consegnarle a causa di una carente logistica aziendale.

La continua riduzione di personale e il conseguente aumento dei carichi di lavoro vengono dipinte in un bel quadro dalla sigla sindacale Aqcf-r che rappresenta gli impiegati e quadri dello stabilimento di Termoli. Nel comunicato del 19 novembre descrive come grandi opportunità grazie all’impegno aziendale non effettuare nessun licenziamento, ma tramite uscite “volontarie e consigliate” gli impiegati e capi “in esubero” verranno indirizzati verso nuove opportunità di lavoro e ricollocazione presso altre aziende.

Aiutandoli a selezionare le varie proposte  in relazione alle proprie competenze professionali, supportandoli anche a sostenere al meglio “eventuali” colloqui lavorativi. Con questo si denota ancora una volta che Stellantis è sempre vicina ai suoi collaboratori dando loro un’opportunità importante vista la situazione di evoluzione che ci aspetta. Questo è una parte del comunicato pubblicato su Termolionline del 19 novembre. In questo momento di massima espansione lavorativa ed economica saranno certamente migliaia le aziende disposte ad assumere con nuovi contratti a tempo indeterminato mantenendo la stessa anzianità aziendale, lo stesso livello professionale e retribuzione tutti i lavoratori esodati da Stellantis.

A Melfi situazione simile evidenziata da un articolo di Massimo Brancati del 6 novembre 2022 racconta un’altra realtà: dopo la fuoriuscita di circa 900 dipendenti tra operai e impiegati si continua a tagliare personale. Vengono segnalati frequenti incontri tra i dirigenti e il personale “selezionato” di accettare l’incentivo per l’esodo volontario. Trovare un altro datore di lavoro tramite agenzie dislocate in tutta Italia, oppure cambiare lavoro passando dall’ufficio a altra mansione (con possibile e facile  demansionamento).

Sindacalmente sarebbe impraticabile e tutelato dal contratto nazionale dei metalmeccanici, ma con quello imposto da Stellantis è terra di conquista da parte aziendale dove tutto è possibile. Basta soffermarsi sui comunicati e dichiarazioni di tutte le sigle sindacali firmatarie dove si evidenzia che in questi anni  non si è perso nessun diritto anzi gli aspetti lavorativi, economici, di rispetto e dignità sono migliorati e da loro avvallati come il Jobs act e l’abrogazione dell’Art.18. In sostegno a questo impegno in questi giorni c’è stata la reintroduzione dei favolosi Voucher, altra forma di precariato da aggiungere alle centinaia già presenti.

Oggi si riesce a fare impresa senza produrre beni, basandosi unicamente su algoritmi matematici per investire sui mercati finanziari, algoritmi usati anche per ridurre il personale e licenziarlo tramite sms o mail. Questo è il mondo del lavoro 3.0.
Per un semplice operaio che non si sente più tutelato sindacalmente e politicamente rimane solo il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, con la parola, lo scritto e con ogni altro mezzo di diffusione come previsto dall’articolo 21 della nostra Costituzione.

*Operaio Stellantis Cassino

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