LeggoCassino: Tfa di sostegno, presunte irregolarità: si passa alle carte bollate

UNICAS – I partecipanti al concorso pronti a rivolgersi ad un legale per fare ricorso al Tar. Disordini all’ingresso, Betta ci mette la faccia: “Ci siamo affidati all’organizzazione della Fiera di Roma, ma la colpa non si può delegare. Impossibile, però, il via libera per tutti”

I disagi che si sono registrati giovedì al Test del Tfa presso la Fiera di Roma

Presunte irregolarità al concorso nazionale per le preselettive del TFA presso la fiera di Roma. Un fiore all’occhiello, finora, l’organizzazione dell’Università di Cassino che infatti, anche grazie all’ottima organizzazione degli anni passati, anche quest’anno ha ricevuto migliaia di iscrizioni.

Per il 2021 l’organizzazione logistica – come spiega il rettore Betta – è stata affidata integralmente alla Fiera di Roma (la location dove si sono svolte le prove) ma quello che era un fiore all’occhiello dell’Unicas si è trasformato in un incubo. Per i partecipanti, anzitutto.

PARLANO I PARTECIPANTI

Nella giornata di giovedì 30 settembre, nel corso della prova per la secondaria di secondo grado, è successo di tutto. “Dapprima, delirio disorganizzativo: 3000 candidati convocati alle ore 12.30 entrati nel padiglione in cui si svolgevano le prove alle 16. 30. Poi, anche peggio” raccontano i partecipanti.

Cosa è successo, di preciso? Spiegano sempre i partecipanti: “I cellulari non sono stati messi sotto chiave. Qualcuno lo consulta durante lo svolgimento della prova. Ma a quanto pare non era qualcuno. Erano tanti. Il giorno dopo, infatti, i candidati vittime degli accadimenti si confrontano e si rendono conto che non era un episodio. Che in tanti hanno visto irregolarità. Che in tanti già in sede avevano reclamato quanto ingiusto. Si parla dunque di una irregolarità diffusa. E le cose cambiano”.

PRONTI AL RICORSO LEGALE

Il nutrito gruppo di candidati si sta costituendo per farsi rappresentare da un noto avvocato del foro competente per chiedere al rettore di invalidare la prova e concedere una regolare prova scritta equa e giusta per tutti.

Lunedì il legale, rappresentante della parte civile vittima degli accadimenti, si raffronterà con il rettore Betta per una pacifica e bonaria risoluzione delle ingiustizie. In caso contrario, ci si appellerà al Tar.

Cosa farà il rettore? In attesa dell’incontro di lunedì abbiamo sentito il parere del Magnifico dell’Università di Cassino su quanto accaduto giovedì.

BETTA: LE COLPE NON SI DELEGANO

Il rettore Giovanni Betta non si nasconde dietro un dito, ci mette la faccia, e chiede scusa per i disagi che si sono registrati facendo attendere migliaia di candidati ore e ore sotto al sole.

“Quest’anno per l’organizzazione – spiega Betta – ci siamo affidati integralmente alla Fiera di Roma: è stato un disastro totale che ha causato un danno d’immagine al nostro ateneo che ha sempre gestito brillantemente questi concorsi. Detto questo, chiedo scusa a tutti i partecipanti al concorso per i disagi arrecati perchè si trattava in ogni caso di un concorso indetto dall’Unicas e le colpe non si delegano”.

MA NON BUTTIAMOLA IN CACIARA

Nel merito di quel che chiedono i partecipanti, ovvero dare il via libera a tutti visto che poi è accaduto all’interno, il rettore prova a fare chiarezza: “Gli idonei sono in competizione con persone in tutta Italia, c’è una legge nazionale che disciplina i concorsi, non posso essere io a dare il via libera a tutti. In ogni caso, se ci fossimo trovati con delle prove la maggior parte delle quali superate con voti altissimi, sarei stato io il primo a farmi sorgere dei dubbi. Invece il punteggio minimo per superare la prova è stata di 23,5 così come l’anno scorso: non si riscontra, in questo, nessuna anomalia”.

Quindi argomenta: “I partecipanti hanno tutto il diritto a fare ricorso così come lo avrebbero poi gli oltre 600 che hanno superato la prova nel caso in cui decidessimo noi di dare l’idoneità a tutti. I telefoni non stati fatti depositare, vero. Ma è altrettanto vero che l’analisi del testo, per dire, non la trovi su internet: o la sai fare, o no. Così come tante delle domande del test. Ribadisco le scuse ma invito anche a non buttarla in caciara”.

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