LeggoCassino: Van Gogh: un artista indimenticabile che con le parole ci sapeva fare

RUBRICHE – Torna l’appuntamento domenicale con “Centrifugamente Vanessa” oggi dedicato a le Lettere a Theo, fratello adorato di Vincent

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di Vanessa Carnevale

Basta solo pronunciare il nome Van Gogh e subito si apre una piccola stanza, nella nostra testa, arredata con opere realizzate da questo artista straordinario. Opere che non lasciano indifferente nemmeno il più superficiale degli spettatori, proprio perché sono capaci di esprimere a tutto tondo le mille emozioni del nostro caro Vincent.

Emozioni viscerali, cavernose, spesso costellate da profonda tristezza e da turbamenti emotivi ed angoscia che, negli anni, lo accompagneranno in un viaggio senza ritorno tra ospedali psichiatrici ed all’inevitabile morte, avvenuta il 27 luglio 1890 in un campo di grano, a causa  della ferita di un colpo di pistola al petto che, lo stesso artista, si era procurato. Oltre alla sua indubbia bravura artistica non si può non riconoscere a Van Gogh un’abilità toccante e profonda di utilizzare le parole. In questi giorni mi sono trovata a leggere le Lettere a Theo (fratello adorato di Vincent) e da questa lettura mi è arrivata forte e chiara la sensibilità e la personalità abissale di quest’uomo. Vi riporto alcune parti che, più delle altre, hanno toccato il mio cuore.

  • “ Meglio pronunciare poche parole che abbiano significato che non molti suoni vuoti, tanto inutili quanto facili da produrre.”
  •  “ E chi è consapevole della realtà può davvero trovarsi sulla strada sbagliata ? Non lo credo. Ma a che cosa assomiglia questo strano sentimento che è la scoperta dell’amore? Perché davvero quando un uomo si innamora profondamente è come se scoprisse un nuovo emisfero.”
  • “ Le novità invecchiano rapidamente. Se venissi a Parigi nello stato d’animo in cui sono ora, credo che troveresti uguali un quadro cosiddetto nero ed uno chiaro impressionista, un quadro verniciato ad olio ed uno opaco dall’essenza di trementina.”
  • “ A me sembra sempre di essere un viandante diretto ad una qualche meta”.
  •  “ Perché invece di cercare di riprodurre fedelmente quello che ho davanti agli occhi, uso il colore in modo più arbitrario per esprimermi con maggiore intensità.”

 E la mia preferita…..

“Talvolta, in inverno, il freddo è tale che si dice : Fa troppo freddo; che m’importa se all’inverno seguirà l’estate? Il brutto supera di gran lunga il bello. Ma, con o senza il nostro permesso, il freddo cede infine e un bel mattino troviamo che il vento è cambiato e che comincia a sgelare”.

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